L’ISEE 2026 (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) sarà, anche quest’anno, uno strumento fondamentale per ottenere agevolazioni e bonus dedicati alle famiglie italiane.
Serve infatti per valutare in modo preciso la condizione economica complessiva del nucleo familiare, così da capire se si ha diritto a prestazioni sociali, sconti o contributi da parte dello Stato e degli enti locali.
Nel 2026, come già anticipato dal Governo, sono previste alcune novità che renderanno il calcolo più chiaro e in parte più vantaggioso per determinate categorie di cittadini.
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Cosa serve per l’ISEE 2026?
Per richiedere l’ISEE 2026 sarà necessario compilare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), il documento che raccoglie tutti i dati relativi alla situazione anagrafica, reddituale e patrimoniale della famiglia.
La compilazione può essere fatta online, tramite CAF, patronato o direttamente sul portale INPS. Ecco nel dettaglio i documenti da preparare per l’isee 2026:
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Dati anagrafici
- Documento d’identità e codice fiscale del dichiarante.
- Codici fiscali di tutti i familiari che fanno parte del nucleo.
Dati reddituali (anno 2024)
- Modello 730 o Modello Redditi Persone Fisiche di ciascun componente.
- Certificazione Unica (CU) per lavoratori dipendenti e pensionati.
- Eventuali altri redditi, come compensi occasionali o assegni di mantenimento.
Dati patrimoniali mobiliari al 31 dicembre 2024
- Estratti conto bancari e postali con saldo finale e giacenza media.
- Dati relativi a azioni, obbligazioni, titoli di Stato, polizze assicurative e fondi d’investimento.
Dati patrimoniali immobiliari al 31 dicembre 2024
- Visure catastali o atti notarili per case, terreni o altri immobili, anche se situati all’estero.
- Eventuale mutuo residuo, con certificazione aggiornata della banca.
Veicoli
- Targhe di auto o moto con cilindrata superiore a 500 cc.
Altri documenti utili
- Contratto di affitto registrato, se si vive in locazione.
- Certificato di disabilità o non autosufficienza, se presente nel nucleo familiare.
- Redditi non imponibili o esenti, come borse di studio o assegni di ricerca.
Per i titolari di Partita IVA
- Chi lavora in proprio o possiede una società deve presentare il bilancio o il prospetto del patrimonio netto.
- Chi opera in regime forfettario, invece, non deve fornire questi documenti.

Novità principali dell’ISEE 2026
Dal 1° gennaio 2026, entreranno in vigore alcune modifiche pensate per rendere l’ISEE più equo e aggiornato.
Tra le più rilevanti:
- Gli investimenti in Titoli di Stato (BOT, BTP, CCT) non verranno conteggiati nel calcolo se l’importo è inferiore a 50.000 euro.
- L’Assegno Unico Universale continuerà a non influire sul valore finale dell’ISEE, un vantaggio importante per le famiglie con figli.
- Sarà inoltre potenziata la piattaforma digitale INPS per la presentazione automatica dei dati patrimoniali, così da ridurre gli errori e velocizzare i tempi.
Quando si può richiedere l’ISEE 2026?
La presentazione delle nuove DSU partirà ufficialmente dal 1° gennaio 2026.
Aggiornare il proprio ISEE nei tempi giusti è fondamentale per non perdere accesso a bonus e agevolazioni, come l’Assegno Unico, il Reddito Energetico o le borse di studio.
È consigliabile completare la procedura entro il 28 febbraio 2026, così da avere il nuovo valore già valido per tutte le richieste di prestazioni sociali.

Ricordiamo che:
- L’ISEE vale per un anno solare, quindi dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.
- L’ISEE corrente (cioè quello aggiornato in caso di cambiamenti nella situazione economica) ha validità di sei mesi o, se include i dati patrimoniali, fino al 31 dicembre dello stesso anno.
ISEE 2026: giacenza media e anno di riferimento
Per il calcolo dell’ISEE 2026 si terrà conto della giacenza media dei conti correnti bancari e postali riferita all’anno 2024. Ciò significa che si considerano i redditi e i patrimoni posseduti al 31 dicembre 2024.
La giacenza media rappresenta la quantità media di denaro presente su un conto durante l’anno. Si calcola sommando tutti i saldi giornalieri e dividendo per 365. Per ottenere il valore corretto, è sempre meglio richiederlo alla propria banca o a Poste Italiane, che rilasciano un documento ufficiale valido per la DSU.
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